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FCI CENTENARY  WORLD CHAMPION OF CHAMPIONS...

  Brussels (BE) 11.11.2011

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Louis de Liedekerke - Costanza Ferraris

 

 

FCI CYNOLOGICAL DAY, Brussels (BE)

 
     

Symposium: Dog and Man: quo vadis? Knowledge and Prospects

     
 

100 candeline per la FCI

 
     

Per festeggiare i cento anni della FCI è stato organizzato un lungo fine settimana. Il programma prevedeva un simposio, una esposizione canina e una visita del Belgio e della sede della FCI.

         
 

Simposio: Cane e Uomo: Quo vadis?  Conoscenze e prospettive

 

 

Il gong iniziale dell’apertura del simposio è stato dato da Fred Denayer, amministratore dell’Ente Cinofilo Belga (Société Royale du Saint Hubert). E’ stato il Presidente della FCI, Hans Muller, a nominarlo responsabile (Chairman) della giornata, un ruolo impegnativo che unisce diplomazia e rigidità.
Yves De Clercq,
Direttore esecutivo della FCI, ha aperto il simposio presentando il lavoro della FCI nel mondo la cui struttura può essere paragonata a quella della FIFA. Dal 1911 ad oggi sono 86 i paesi che si sono associati alla FCI. Il numero in crescita degli Stati membri della FCI fa aumentare anche il numero delle esposizioni internazionali dove viene rilasciato il CACIB, certificato che apre le porte al titolo internazionale, rilasciato dalla FCI.
Nel 2008 sono state organizzate 692 manifestazioni canine del mondo con CACIB, nel 2009 732 e nel 2010 821. Bisogna ammettere che c’è un interesse sempre maggiore per le esposizioni canine.
E’ diventato un hobby mondiale.
Essere membro o no  della Fci è come essere membro o no dell'UE. Yves De Clerc ha anche sottolineato l’aspetto dei pedigree. Essere membro della FCI permette di avere il pedigree riconosciuto da tutti gli altri membri. E’ come uno scambio reciproco. Si parla la stessa lingua. Un cane che nasce in un paese non membro non avrà il suo pedigree riconosciuto dagli altri paesi e l’esportazione del cane sarà più difficile. Non è solo il pedigree che non sarà riconosciuto ma è anche tutto il lavoro di selezione del suo allevatore.
 

La FCI mette il marchio DOC anche sul tuo affisso. Ti da la garanzia che il tuo affisso è unico nel mondo, che il nome del tuo affisso non viene utilizzato da una altra persona. Nel territorio della FCI si parla un’unica lingua e allora è più facile spostarsi. La FCI non ha mai votato una legge che andasse contro la volontà di un altro paese. Per essere bene accettata negli Stati, i membri della FCI incontrano regolarmente i politici con i quali si discute delle razze, dei problemi che riscontrano gli allevatori... Ecco alcuni punti sul perché è importante di far parte della FCI.
Essere membri della FCI permette anche di organizzare delle manifestazioni di grande livello internazionale come le esposizioni mondiali e europee. Gli enti cinofili che accolgono questi eventi hanno l’opportunità di mostrare al pubblico e agli espositori il loro lavoro nazionale: far conoscere le razze autoctone e che queste siano riconosciute dalla FCI e dal mondo intero. La FCI non esisterebbe senza tutti gli espositori, allevatori e appassionati cinofili, ma senza la FCI tutte queste persone sarebbero delle piccole macchioline in questo grande mondo.

 

Prof. Ermanno Maniero (Professore all’università di Lima - Perù): oltre ad essere un grande appassionato di storia e di geologia è un grande cinofilo. Si deve a lui lo standard del Cane Nudo Peruviano. E’ giudice internazionale ed è uno dei tre giudice ad essere stato invitato a giudicare la finale dell’Anniversario della FCI. Egli ha presentato una relazione sulla storia del cane. Un intervento assai impegnativo e concentrato visto che in una mezz’ora è riuscito a descrivere l’evoluzione del cane dall’era primitiva ad oggi. Un grande aiuto ci è stato dato dalla scoperta del brusio Carbonio 14, attraverso il quale si riesce a risalire nel tempo. I fossili e le rocce sono dei grandi testimoni storici.
 

 

Dr. Göran Bodegard (Svezia), responsabile del BSI (Special Breed Specific Instructions – Istruzioni precise legate a delle razze in particolare) del Kennel Club Svedese, ha presentato un lavoro che sta effettuando il Kennel Club Svedese per evitare di arrivare a dei soggetti troppo ipertipo.
Se il Prof. Maniero ha parlato dell’evoluzione di un animale attraverso i secoli, il dr. Bodegard ha mostrato come l’uomo riesce a modificare una razza. Le esposizioni hanno il dovere di seguire l’evoluzione delle razze cercando di evitare di arrivare all’esagerazione. Ha preso in esempio i Brachicefali (il cranio è più largo che lungo è muso schiacciato - per es. Il Bulldog inglese) che soffrono molto in estate perché non riescono a respirare. L’entrata dell’aria si è ridotta con l’allungamento della mandibola. Alcune immagini hanno mostrato la differenza fra una laringe aperta di una razza normale e quella ridotta di un Brachicefalo. Il passaggio dell’aria fa vibrare le pareti emettendo una specie di grugnito. Il naso regola dunque la temperatura dell’aria rinfrescandola.

Ecco perché in estate bisogna far scendere la temperature del Bulldog. Come è avvenuto per la ricerca della displasia, bisognerà eliminare i soggetti con difetti respiratori. Delle cose simili si trovano nei Chow Chow dove a volte gli occhi non si vedono più, oppure nel Basset Hound dove la troppa pelle ostacola il movimento. Il Kennel Svedese sta cercando di scrivere un regolamento per delimitare questo “iper”. Non sempre l’iper è sinonimo di salute. Nel 2007 la Svezia si era già movimentata su questa strada. Hanno lavorato su una cinquantina di razze ed è stato pubblicato un opuscolo. La Svezia è un paese piccolo e l’ente cinofilo cerca di sensibilizzare i giudici. Alla fine di un’esposizione il giudice deve fare un resoconto soprattutto se ha giudicato delle razze a rischio.

Alla fine di questo intervento nella sala ci è stato un brusio fra i giudici presenti. E’ un problema che è stato sollevato anche in Inghilterra alcuni anni fa. Non c’è forse un proverbio che dice: il troppo stroppia?
Forse è valido anche nelle razze quando toccano
l’ipertipo.
 
 
Prof. Erhard Olbrich(D): professore emerito di Psicologia all’università di Ellangen-Nümberg. Presidente della Società Internazionale per la terapia attraverso gli animali. Attraverso il suo lavoro il Prof. Olbrich ha notato quanto positiva sia la presenza di un animale presso una persona anziana. Le persone con degli animali vivono più a lungo, vanno di meno dal medico, escono più spesso per far fare la passeggiata al loro amico a 4 zampe, sono più loquaci.
Il cane è un compagno sempre contento, aspetta con gioia il ritorno del suo padrone dal lavoro. La vita con il cane è ritmata, quando si accarezza il cane si è meno stressati. Uno studio ha visto che le persone ricoverate in ospedale che hanno un cane, fanno di tutto per ristabilirsi e rientrare a casa dal loro beniamino. C’è un dialogo che si crea fra cane e padrone, ha volte basta solo uno sguardo per trasmettere un messaggio. Gli innamorati lo sanno e il cane anche.

 

 
Dr Delphine Clero (F): Sezione di medicina sportiva e l’allevamento all’Università di Veterinaria Alfort (Parigi - Francia). La dottoressa ha parlato delle attività del cane, in alcuni casi si può veramente definire mestiere. La selezione permette di mettere in risalto le doti di una razza. Nei cani poliziotto l’olfatto è molto importante. Esso è dieci volte più potente di quello umano. La selezione di una razza può mettere in risalto un odorato mirato alla ricerca di una cosa piuttosto che un’altra: i cani da valanga, i cani da caccia, i cani poliziotto, ani droga, anti mina... ad ognuno la sua specialità.
Ultimamente si è pensato molto ai cani che vengono addestrati alla ricerca di persone dopo un cataclisma. Non bisogna soltanto pensare all’addestramento dell’animale ma anche ad instaurare un dialogo fra cane e padrone. Abbiamo mai pensato al cambiamento di clima, del fuso orario, dell’aria quando un cane e il suo compagno di squadra si ritrovano nell’arco di 24 ore dall’altra parte del mondo perché c’è stato un terremoto? Il team non ha neanche il tempo di riposarsi, di abituarsi all’ambiente che già viene catapultato nella zona di lavoro. Ogni minuto può salvare una vita.
Con gli anni anche l’attrezzatura messa a disposizione del team diventa sempre più sofisticata. Oggi un cane da ricerca può portare con sé un navigatore di bordo che può essere attivato dalla persona ritrovata o dal cane stesso. Quest’oggetto emette delle onde che permette di rintracciare la posizione del cane.
Non tutte le razze possono essere utilizzate per questa o quell’altra ricerca. Un Pastore Tedesco tutto nero potrebbe fare paura visto di notte. Diversa è la reazione di un ferito davanti ad un Labrador giallo. In alcuni paesi bisogna anche tener conto delle tradizioni. La gente non deve entrare in contatto con il cane. Il lavoro, in questo caso, si svolge a distanza.

L’odorologia è diventata una prova legale e l’odorato del cane viene utilizzato sempre di più in settori sempre più specifici: tracce di sperma, tracce di sangue. Ma il cane “lavora” anche negli ospedali per la ricerca di tumori, per anticipare le crisi diabetiche. In altre parti del mondo invece permette di scovare le termiti.

Il cane è sempre più presente nella vita umana. Se potesse organizzare un simposio chissà cosa direbbe sull’essere umano? 

 
Prof: Giovanni Morsiani, Presidente dell’Accademia Tecnica del Forum Internazionale del San Bernardo e Professore di Cinognostica all’Università di Bologna, ha parlato della bellezza, carattere e salute come criteri fondamentali per una selezione corretta (La bellezza zootecnica, il carattere e la salute quali pilastri della corretta selezione cinotenica).

La bellezza deve essere anche legata alla funzionalità e alla salute. Il bello è una cosa mentre il super bello può sconfinare nell’ipertipo. Non bisogna dimenticare anche il dimorfismo sessuale che fa l’eleganza di una razza.

La bellezza non è sempre legata al cane di razza. Il Prof. Morsiani l’ha dimostrato mostrando una foto di un bellissimo cane, ben costruito, mettendo alla dura prova la conoscenza dei giudici presenti domandando loro se qualcuno poteva dire di che razza si trattava. Silenzio. Bel soggetto, sì, ben costruito, sì, ma senza razza.

Bellezza e funzionalità devono camminare in insieme. Un bel cane che si muove bene nel ring non sempre poi riesce a fare dei chilometri fuori in montagna. A causa del troppo pelo che si aggroviglia ai rami oppure perché al di fuori del ring il cane non si muove per non rovinare o sporcare il pelo?

 

   
Dr. Martin Fischer (D) – Direttore dell’Istituto di Zoologia Sistematica - ha pubblicato in occasione del Centenario della FCI un libro che ha riscosso un grosso successo nel mondo della cinofilia: Dogs in Motion. Oltre alla versione inglese si può trovare anche in tedesco. Con il supporto di un CD e di moltissimi disegni e foto, il libro spiega il movimento di una trentina di razze. Nel suo intervento, il Dr Fischer ha spiegato come è nata l’idea di scrivere questo libro e le tecniche che sono state utilizzate per filmare il movimento con gli occhi dei raggi infrarossi e raggi X. Con queste nuove tecniche si analizzano il passo, il trotto e il galoppo. Il punto centrale da dove sono partiti tutti calcoli è la scapola con i suoi muscoli.

L’intervento ha lasciato tutti con il fiato sospeso sia per il contenuto tecnico che per la qualità delle fotografie e riprese cinematografiche presenti nel CD.

L’unica critica che si può fare a questo libro è che non è stato studiato un ventaglio di razze maggiori più diverse una dall’altra. Sono state analizzate razze assai simili fra di loro come il Pastore dei Pirenei a faccia rasa e quello a pelo lungo, tutti i Bovari svizzeri ma non troviamo il Bulldog Inglese dal movimento quasi unico, del Fila Brasileiro o del Bracco Italiano. Alla domanda su come sono state scelte le razze ci è stato risposto che la scelta è stata fatta da dei club di razza.

     

Dr Bernhard Meyer (D)– Direttore esecutivo della Federazione Canina Tedesca -  ha fatto una riflessione sul futuro delle esposizioni canine sollevando anche delle problematiche ben presenti nel mondo della cinofilia. Il numero delle esposizioni canine internazionali sono aumentate negli ultimi quattro anni. Si pensa sempre di più al numero dei cani presenti e non al pubblico che visita una mostra per la prima volta.

Cosa fa quel cane legato su un tavolo? Cosa succede in un ring? Perché quel cane che è più bello non ha vinto? Cosa fa quel cane in quella gabbia? E perché ha i bigodini? Il pubblico riesce sempre più difficilmente ad accedere al bordo ring. Gli espositori arrivano alle mostre con tavoli, sedie, poltrone, recinti, pic nic, aspirapolveri, forbici e forbicette. Chi ne ha più ne mette e finisce per intralciare la circolazione intorno al ring. Il curioso non sa a chi si può rivolgere per avere un’informazione. La persona che sta all’Info desk è spesso un volontario reclutato per vendere i cataloghi e che sa appena che cosa è una mostra.

Perché si organizzano delle mostre? Sono organizzate soltanto per la bellezza e per i pochi eletti o per far conoscere la razza al neofita aiutandolo così a fare una scelta fra le 350 e passa razze di cani?

Vogliamo più cani alle mostre? E allora cerchiamo di arare bene il campo e di seminare. La consanguineità, a lungo andare, rende la selezione sterile o debole. Lo stesso è per il mondo degli espositori: bisogna portare del sangue nuovo che rinforzi il mondo delle mostre.

   

 

Sig.re William Bredal – alimentazione. Il problema più importante nella salute del cane è l’obesità seguito dalla cura dei denti. Una alimentazione sana avviene anche attraverso una masticazione corretta. Un cane che ha mal di denti tende a non masticare. L’obesità è anche legata alle abitudini alimentari. Una dieta regolare permette anche di seguire il peso del cane. Lasciare il cane da un amico può variare il modo di somministrare il vitto.

Anche se il cane è un animale non è per questo che può mangiare di tutto. Una dieta basata su fibre fa si che il cane ha sempre fame. Egli tenderà a mangiare sempre di più cercando di riempire il vuoto nello stomaco. Queste fibre diventano tanta popò. Non bisogna dimenticare che il cane è un carnivoro e non un vegetariano. Importante anche la dose di calcio e di glutine che si somministra nella dieta.

4 zampe sì, ma sempre essere vivente che vuole mangiare come si deve.

     

Dr Frank Comhaire: questo intervento non era in programma. In uno spettacolo si sarebbe definito un bis. Il Dr. Comhaire ha parlato della consanguineità. Un problema che esiste molto nelle razze con poche nascite o che vivono su una superficie ristretta. In Inghilterra si può vedere sui pedigree la percentuale di consanguineità.
Se la consanguineità aiuta ad avere dei soggetti omogenei porta anche ad una concentrazione di difetti. Un problema recessivo può diventare dominante se vi è una alta consanguineità. Questa se da una parte valorizza dei lati positivi, dall’altra parte “valorizza” anche i difetti. Nelle Fiandre sono stati studiati i pedigree di 9 razze (non solo di cani) ed è stato scoperto che 3 razze su 9 sono ai limiti della troppa consanguineità. A lungo andare la razza può indebolirsi e poi estinguersi.

 

   
         

Il simposio ha durato tutta la giornata, interrotto da due intervalli e da un rinfresco. Sono stati momenti non solo per rimettere in sesto gli zuccheri, ma anche per incontrare i relatori e le varie persone provenienti da tutto il mondo. La maggior parte dei presenti erano giudici, pochi gli allevatori presenti, totalmente assente il pubblico cinofilo e praticamente nulla la presenza della stampa.

         

Mi ha fatto piacere di poter presentare il relatore Dr. Martin Fischer (D) con il Prof Raymond Triquet (F). Se il primo ci ha presentato il suo libro durante il simposio, il secondo era venuto con la delegazione francese.

         

In Francia il Prof. R. Triquet Raymond TRIQUET, ha occupato il posto di Presidente della commissione degli standards della FCI. Ha scritto molti standard fra i quali quello del Dogue de Bordeaux e dello Sky Terrier. Ha ricevuto a Mosca la medaglia d’oro dalla cinofilia russa, dal presidente stesso, Alexander Ishakov.

Ha scritto molti libri sui cani mettendo insieme la sua conoscenza letteraria, linguistica con quella cinofila. Ha scritto anche molti standard, a tal punto che in patria è anche conosciuto come Prof. Standard. Uno dei suoi libri è un MUST della letteratura cinofila francese: Dictionnaire Encyclopédique des Termes Canins (ed Maradi – Francia - 1999). E’ stato un incontro emozionante fra queste due grandi eminenze della cinofilia.

         

Un altro momento importante è stato quando il Prof. Giovanni Morsiani, unico relatore italiano a essere stato invitato, ha offerto al Presidente della FCI, una targa con il disegno della testa ideale del San Bernardo disegnata dal Dr. Antonio Morsiani, suo padre, fondatore dell’allevamento di San Bernardo del Soccorso.

         

E’ stato commovente, per me italiana, vedere l’emozione e l’ammirazione degli altri giudici stranieri, presenti in aula davanti alla perfezione di tali disegni. Allevare e creare dei campioni sono una cosa, ma riuscire anche a disegnare e a creare un tipo ideale per uno standard è un qualcosa in più che pochi sono riusciti a fare. Una emozione che ha potuto respirare anche la Sig.ra Anna Albrigo, unica rappresentante dell’ENCI.

         

Il Simposio è finito con una fotografia di tutti i relatori, una fotografia che entrerà sicuramente nel libro storico della FCI.

         

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