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FCI CYNOLOGICAL DAY...

 BELGIUM - 12.11.2011

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Louis de Liedekerke - Costanza Ferraris

 

 
 

FCI CENTENARY  WORLD CHAMPION OF CHAMPIONS

 
 
 
 
 
 
 
Sono le 6 di mattina quando intorno al Palazzo delle Esposizioni di Bruxelles, inizia una danza di macchine e di camper. Il sole
comincia ad illuminare la scena ma è ancore ben lontano dall’aver aperto i suoi occhi. Fa freddo e tutta quella gente si
affretta con i suoi cani ad entrare nelle Hall dove la temperatura è sicuramente più calda. La scena è la stessa, potrebbe
essere l’inizio di una mostra qualsiasi e invece no. Si tratta del Centenario della Federazione Canina Internazionale.
Lo si attendeva già da molto tempo questo evento. Il sipario si era aperto a Bruxelles (B) a dicembre 2010. La scena si è poi
spostata a Dortmund (D) (maggio 2011) per in seguito proseguire la tournée verso Parigi (F) con la mondiale (luglio 2011)
e Leeuwarden (settembre 2011) con l’Europea. 4 esposizioni che permettevano attraverso il loro CACIB di accedere al
grande giorno del 12 novembre e di vincere il titolo UNICO di Campione del Centenario della FCI. Oltre ai cani selezionati
in queste 4 mostre, potevano partecipare a questo evento anche i campioni internazionali.
Per limitare il numero di cani iscritti, la FCI aveva messo un limite di 150 cani per gruppo. Le razze non ancora riconosciute
ufficialmente dalla FCI, non potevano gareggiare. Su 1500 cani attesi, si è raggiunti quota 893: Gr1 (123), Gr2 (156), Gr3
(112), Gr4 (33), Gr5 (99), Gr6 (74), Gr7 (82), Gr9 (101) e Gr10 (45).
 
Arrivare ad una mostra è sempre una grande emozione: ritrovare gli amici del fine settimana, gareggiare, vincere, perdere. Il
12 novembre nella coda davanti ai veterinari ci si poneva molte domande: come si svolgeranno i giudizi? come saranno i
ring? Chi saranno i vincitori? Non capita spesso di essere giudicati da due persone. E’ vero che la FCI aveva dato ad ogni
espositore il regolamento generale della mostra ma tra il leggere e la realtà resta sempre qualche interrogativo o curiosità.
Per chi aveva già esposto a Bruxelles, la hall 6 non presentava sorprese a parte uno strano odore lasciato dal salone
dell’agricoltura che si era svolto nello stesso padiglione la settimana precedente con i 150 anni del club dei cavalli da tiro
belgi. Ma l’olfatto è stato subito distratto dall’accoglienza degli stewards che guidavano ogni espositore nel proprio angolo.
Non si trattava di trovare il proprio cantuccio, come avviene ad ogni mostra, ma di entrare in una specie di area, delimitata
da un nastro, dove vi erano diverse panchine dove sedersi. Non si poteva certo parlare di ampio spazio ecco perché nel
regolamento si domandava di limitare al massimo il materiale portato. Una specie di sala d’aspetto. Ci si accedeva
attraverso un arco di trionfo con il numero del raggruppamento FCI.
I gong iniziale è stato dato alle 8.00. Sei ore per giudicare i 900 iscritti. Niente CAC o CACIB. Qui ci si giocava soltanto un
titolo quello di World Champion of Champions. Nei dieci ring si sarebbero svolte le prime eliminatorie. Le prime batterie di
30 cani sono entrate nei rispettivi ring. I concorrenti erano divisi in razze. In ogni ring vi erano due giudici. Il battaglione dei
30 si divideva in due. Il primo gruppo andava da un giudice, il secondo dall’altro. Alla fine dei giudizi i due gruppi si
scambiavano. Non si trattava di scegliere il miglior soggetto di ogni razza ma di dare un punteggio da 1-58. Il totale
avrebbe permesso di scegliere i 64 candidati della finalissima: 9 per il Gr1, 11 (gr2), 8 (gr3), 3 (gr4), 7 (gr5), 5 (gr6),
6 (gr7), 5 (gr8), 7 (gr 9) e 3 (gr10). 
 
    
I venti giudici erano: 
Gr1. L.H. Wilberg (NO) e J. Naveda Carrero (Esp)
Gr2 J. Gajewski (PL) e O. Staunskjaer (DK)
Gr3 A. Korosz (HU) e M. Hamill (IRL)
Gr4 S. Muthsam (D) e G. Bauchal (IT)
Gr5 R. Spore-Willes (SE) e O. Vondrous (CZ)
Gr6 J.P. Boitard (FR) e J.H. de Mello (PT)
Gr7 M. Zidar (SI) e T. Leenen (B)
Gr8 B. Skalin (FI) e K. Reisinger (AT)
Gr9 L. Mach (CH) e R. Komasuridze (RU)
Gr10 G. Jipping (NL) e V. Voitek (SK)
Le razze più numerose erano  i Rhodesian Ridgeback (28) e i Weimaraner (11) mentre la famiglia dei Bassotti riuniva 33
soggetti, quella dei Barboni 19 e quella dei Pastori Belga 11. Pochi i Terranova (10) mentre vi erano 10 Nova Scotia Tolling
Retriever. Molte le razze presenti ma pochi i rappresentanti. Alla fine dei giudizi, la maggior parte dei giudici ha trovato il
sistema di giudicare interessante, ha apprezzato molto anche il fatto che i soggetti appartenenti ad una razza siano entrati
tutti insieme e non scaglionati nelle sei ore. Questo ha permesso loro di dare un voto crescente a seconda della bellezza
dei cani dello stesso tipo. Tutti sono stati d’accordo che i ring erano un po’ piccoli per ospitare due giudici che dovevano
lavorare simultaneamente. Quasi impossibile vedere il movimento corretto se gli espositori slalomavano fra loro cercando
di evitare una collisione come è avvenuta in un ring e che botto, per fortuna la velocità era ridotta. Il punteggio oscillava
fra 20-30 punti. Vi era una grande differenza tra i soggetti migliori e la media generale. Alcuni giudici sono stati colpiti
dalla differenza dei soggetti della stessa razza, tutti però campioni internazionali. Nell’insieme si aspettavano un livello
superiore con dei cani veramente di punti.
 
Gli espositori provenivano da 33 Stati. I più rappresentati erano: Olanda, Germania e Belgio (60%), seguiti dalla Francia,
Italia e Russia (20%). L’Inghilterra era presente con una “delegazione” di 18 soggetti. Sono stati in molti che si sono iscritti
per il piacere di essere presenti a questo evento e non per vincere. L’organizzazione aveva prevvisto un ricordo dell’evento
ad ogni espositore, ma ahimè alcuni, molto voraci, hanno preso anche quello di un altro, lasciando molti a mani vuoti. Alcuni
espositori hanno suggerito che la prossima volta invece di dare i ricordi all’entrata, al primo che entra, di darli all’interno
della mostra come avviene nelle mostre mostrando il numero di catalogo.
Ogni espositore aveva la possibilità di essere accompagnato da una seconda persona. La mostra era chiusa al pubblico e
per niente pubblicizzata. Si potrebbe quasi dire una festa private per pochi intimi. Nessuno stand, tranne quello dello sponsor
e della FCI. 
 
A dire la verità ci si aspettava qualche cosa di più. Ma cosa di più? Un po’ più di colore? Un pò più di musica, un pò più di
sale? Anche una foto in bianco e nero è bella, anche una musica di sotto fondo è riposante, anche un piatto senza troppe
spezie può essere saporito. E allora? Non sarà che ci è rimasto un po’ di nostalgia delle cento candeline accese di quella
festa tanto antesa ed ora spente?
 

64 stelle

 
Dopo le sei ore di punteggi segreti, i risultati dei 64 selezionati sono apparsi su un tabellone luminoso. Verso le 15.00 i giudici,
il pubblico e i finalisti si sono avviati al ring d’onore. Dei tavolini erano stati allestiti per i VIP, tutt’intorno al ring. Pubblico e
giornalisti sulle due platee. Al centro erano state disposte tre cabine per i tre giudici della finale, E. Maniero (PE), H.
Kamisako (Giap) e H. Kliebenstein (D), e due tappetini, uno rosso e uno blu, dove si sarebbero posizionati i due
concorrenti. Ogni giudice era in possesso di due palette: una rossa e una blu. Vinceva il colore con il maggior numero di
palette. L’Italia partiva più avvantaggiata perché su 64 soggetti 13 erano quelli italiani, seguita dalla Russia con 10 .
 

Gli Italiani

 
Pumi: Pumidoroaramis
Cane Lupo Cecoslovacco: Arimminum Big Wakan Wolf          Prop: Germano Masci
Fox Terrier a pc: Agria Zambia                                                   Prop: Jari Spagna Rosario
Jack Russel Terrier: Out Acting Rags Puma                              Prop: Maria Cristina Gambarino
Jack Russel Terrier: Touchstar Opposite Sex                            Prop: Patrizia Valdano
Dandie Dinmont: Sunjoy’s A Kind of Magic                               Prop: Anna Goia Taucci
Bassotto Ted pl: Alpheratz The Boss                                            Prop: Lucia Terruzzi
Bassotto Ted pd: Notorius                                                              Prop: Antonello Rostagno
Bassotto Ted. Pd: Vittakerdoolar del Wanhelsing                     Prop: Gabriel Pascarella
Bracco Italiano: Napoleone del Tavuliddaro                             Prop: Masha & Elena Sheina
Weimaraner: Olimpia dei Grandi Grigi                                     Prop: Claudia Balboni
Weimaraner: Weimaranus Quest For Adventure                      Prop: Silvia Fanetti
Afgano: Oxanne Gandamak Slovakia                                         Prop: Antonella Bussi
 
Dopo le prime eliminatorie dei tredici iniziali erano rimasti soltanto in sei. Agli ottavi le speranze tricolori erano scese a tre:
Out Acting Rags Puma (Jack Russel), Vittakerdoolar (Bassotto) e Olimpia dei grandi Grigi (Weimaraner). Questi tre hanno
dovuto ritirarsi davanti al Welsh Corgi Pembroke, Andvol Pinkerton (RU), al Bobtail, Bottom Shaker My Secret (HU) e
allo Sharpei, Jade East Catch Me If You Can (NL).
 
Se per le eliminatorie precedenti i giudici erano rimasti seduti, per le finalissime hanno avuto il permesso di avvicinarsi agli
ultimi 4 candidati: il Scottish Terrier: Filisite Brash Celebration (Prop: Valentina Popova - RU), l’Irish Wolfhound: Absolute
Roan Inish Tullamore Good Stuff (Prop: Petra Tomasovicova - SLO) e lo Sharpei, East Catch Me If You Can (Prop:
Loretta Anders Nijholt Minne - NL). 
 
Dopo un momento di silenzio le voci dei due speakers, Sig.ra Sylvie Desserne (F) e Sig.re Jos De Cuyper, che ci avevano
accompagnato durante gli spareggi, hanno annunciato: 3° posto lo Shar Pei e lo Scottish Terrier, al secondo il Welsh Corgi e
sul podio più alto il cane più alto. La gioia del cane è stata talmente grande che “abbracciando” di sorpresa la sua
proprietaria a rischiato di fare cadere proprietaria, giudici e comitato con tutto lo sfondo, come un castello di carte. Un
momento che ha tenuto il fiato sospeso tutto il pubblico che era già pronto a applaudire i vincitori. Una vittoria veramente
mozzafiato. 
 

Chi sono i vincitori?

 
L’Irish Wolfhound: è un soggetto di 2½anni, nato in Slovacchia da padre olandese e madre slovacca. E’ campione del mondo
2011 e BOG a Parigi. E’ inoltre camp. Europeo BOB e RBIS all’European Sighthound in Italia. Ha vinto varie volte il BIS.
La sua proprietaria alleva Irish dal 2000 ed è proprietaria della madre.
Welsh Corgi Pembroke: è campione di 16 paesi, ha vinto il raggruppamento alla mondiale di Parigi ed è finalista Eukanuba.
E’ presentato da Olga Shilova (RU)
Sharpei: è fratello del vincitore dello Sharpei vincitore in Lussemburgo. Ha vinto al Crufts 2011.  Campione del mondo 2011,
varie volte BIS. I suoi genitori sono americani, ma East Catch vive in olanda. Suo padre ha vinto 5 volte il titolo mondiale.
Scottish Terrier: nato in Russia, dove vive. Suo padre è di allevamento svedese mentre sua madre è russa. E’ campione
inglese, è 3 volte CC. Nel 2010 ha vinto la RBIS al Crufts. La sua proprietaria alleva Scottish Terrier da venti anni.
 
Un premio speciale è stato dato anche al soggetto più anziano della manifestazione: un Pastore Malinois da lavoro, Ray-Ban
des Plaine de Thierache  (Prop: Carole Delaporte – F) che con i suoi 11 anni ha dimostrato che anche a quell’età si può
ancora saltella re ed essere belli. Ray-Ban è campione di: Balcani, Bulgaria, Gibilterra, Lux, Macedonia, Montenegro e
Internazionale
 

Pro e contro

 
   -  Si: l’idea di creare un titolo speciale che sottolineasse i 100 anni della FCI.
   -  Si: organizzare una esposizione finale con un titolo unico
   -  Si: il permettere ai cani con coda tagliata di partecipare al Campionato Finale.
   -  No: non dare una pari opportunità ai cani senza coda di accedere al titolo messo in palio per il Centenario. Visto che
Dortmund non ammette i cani senza coda, questi avevano una possibilità in meno di vincere un CACIB o una RCACIB che
avrebbe permesso loro di accedere al titolo del Centenario (2 CACIB oppure 1 CACIB e 2 RCACIB). Perché non aver
inglobato l’int di  Bruxelles (Dicembre 2010) per i cani senza coda? 
 
  -  Da migliorare: un ring più grande oppure due ring, questo permetterebbe un spazio più ampio al cane per camminare e
all’espositore di muoversi con più disinvoltura.
  -  Da migliorare: Gli sponsor non dovrebbero dimenticare che attraverso i giornalisti e i fotografi il loro marchio viaggia.
  -  Delle belle foto metterebbero in valore la manifestazione. Spesso si pensa ai giudici e non alla postazione della
stampa. Es: Celje e Leewarden
  -  Designare: un addetto stampa che risponda alle domande non solo dei giornalisti ma anche dei visitatori. 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
 
   
   
   
   
 
   
   

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