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 ITALY - MILANO - ASSEMBLEA ENCI - 31.03.2012

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Guillermo Fiorenza

 

 
 

Milano - Assemblea Enci 2012

 
     
 

FCI - ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA

 
     
 

Article

 
     
     
     
   
     
 

ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI ENCI 2012

 
 

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Prima di entrare nel merito della relazione è doveroso) come ogni anno, il ricordo dei Soci scomparsi: Giovanni Andruetto, Davide Cantagallo, Giuseppe Cosentino, Gildo Fioravanti, Nino Giusti, Fulvio Marchello, Mirella Prandi Martinelli, Oscar Monaco.

In occasione dell’Assemblea dei soci 2011 presentai l’obiettivo più ambizioso che l’attuale Consiglio da me presieduto aveva intenzione di perseguire. L’Enci, da sempre impegnata nella selezione del cane di razza, doveva ampliare il raggio delle proprie azioni e rivolgersi non solo alle tradizionali attività, ma aprirsi al campo del sociale.

Uomo di oggi ha bisogno del cane per compagnia, per aiutare l’anziano nei momenti di solitudine o il bambino per crescere meglio, per soddisfare tante altre esigenze e, non ultimo, per curarsi. Le esperienze derivate dai due progetti realizzati al San Raffaele di Milano  all’Ospedale di Prato, sono la conferma delle straordinarie possibilità che ci offre l’ausilio del cane.

In questo contesto noi ci siamo mossi, già nel corso dell’anno 2011, avendo presente la necessità di promuovere il cane di razza allevato in Italia e, al tempo stesso, di contrastare randagismo e l’abbandono.

Pertanto, ci siamo presi l’impegno di promuovere la cultura cinofila verso il grande pubblico attraverso una corretta comunicazione e di offrire una adeguata preparazione ai nostri allevatori, esperti giudici e a tutte le preziose figure che fanno parte del nostro mondo.

Per fare tutto ciò abbiamo ritenuto fondamentale la collaborazione di tutti i diversi operatori nel settore della cinofilia: non solo i nostri Gruppi Cinofili e le nostre Associazione Specializzate ma anche i veterinari, le ASL, i Centri Addestramento riconosciuti, i negozi specializzati e quanti altri orbitano nel settore del pet.

L’unione è importante soprattutto all’inizio di un progetto innovativo che, pur avendo chiari gli obiettivi da raggiungere, non è ancora ben definito in ogni particolare.

In questo progetto di grande apertura, l’Enci, di diritto costituisce il punto di riferimento e di guida, guadagnato in centoventi anni di lavoro per la selezione del cane di razza.

Per concretizzare Il nostro operato, tengo a precisare che abbiamo iniziato già dal 2011 una collaborazione con i Centri Cinofili presenti in tutta Italia, una trentina dei quali ha chiesto ed ottenuto il nostro riconoscimento, fornito sulla base, tra l’altro, dell’accettazione di un codice deontologico che prevede il rispetto delle normative vigenti, la dotazione di adeguate strutture e, soprattutto, la più grande attenzione verso il benessere animale.

Con la loro collaborazione abbiamo dato inizio ai corsi per gli addestratori, che hanno riscosso un grande successo, oltre ad avere prodotto una risonanza notevole in tutto l’ambiente cinofilo.

Per la prima volta l’Enci ha ottenuto t’attenzione delle forze politiche e delle associazioni animaliste e siamo stati invitati a partecipare a convegni riguardanti il benessere animale.

Anche in queste sedi abbiamo sostenuto idee, innovatrici come quella, secondo cui il benessere animale non passa solo attraverso la cura, le attenzioni, la corretta alimentazione: Il cane ha bisogno di espletare le funzioni per cui è stato selezionato. Senza remore abbiamo affermato e portato avanti il concetto che il cane da caccia ha bisogno di lavorare.

Affronteremo in seguito quella che sarà la funzione della caccia nel contesto più ampio della cura o del mantenimento dell’ambiente, perché a questo proposito abbiamo idee nuove e proposte da presentare ad un tavolo, dove obbligatoriamente dovremo esserci anche noi, ENCI, accanto agli agricoltori, agli ambientalisti ed alle associazioni venatorie.

Nel nuovo rapporto che si sta ormai instaurando fra cane, uomo, ambiente, anche la cinofilia venatoria dovrà assumere un ruolo diverso, da vera e propria protagonista: in collaborazione con gli agricoltori, con le associazioni venatorie e ambientalistiche, e con le stesse istituzioni, dovrà fare in modo che nel territorio si possano nuovamente trovare quelli “habitat” necessari per la reintroduzione delle specie scomparse, tra le quali la starna.

A tale scopo – ne avevamo parlato già in occasione dell’Assemblea 2011 – abbiamo dato il via ad un progetto pilota che si realizzerà nella zona di Lajatico, in provincia di Pisa.

Qui si svolgeranno una serie di prove di caccia a starne per cani da ferma, sia continentali che inglesi. L‘obiettivo è quello di riuscire a ridurre le prove che oggi siamo costretti ad effettuare all’estero, con notevole dispendio di risorse economiche da parte di allevatori ed appassionati.

Se l’operazione avrà un esito positivo, allargheremo questa attività ad altre aree del territorio italiano. Anche in un settore in crisi come quello della caccia, vogliamo creare spazi per poter crescere.

I nostri appassionati dovranno comunque rendersi conto che sarà un modo nuovo di vivere la caccia quello che ci permetterà di continuare ad esercitarla solo se il prelievo della selvaggina avrà lo scopo primario di mantenere l’equilibrio tra le specie.

Fra le altre attività con il cane, sta continuando ad avere particolare sviluppo Quella dell’agility, seguita da un vasto pubblico. Le associazioni che si occupano di questa disciplina sono molte, anche al di fuori dell’ENCI: a tutte abbiamo aperto le porte per poter crescere insieme e oserei dire che questa nostra presa di posizione ha riscosso un certo apprezzamento; con molte di esse infatti stiamo concordando dei protocolli di intesa che mi auguro andranno presto a buon fine. 

Inoltre, sono felice di ricordare a tutti voi che all’Italia è stata assegnata l’Esposizione Mondiale del 2015: si tratta di una soddisfazione che condivido con tutti i consiglieri dell’ENCI e con gli uffici, a testimonianza di un ruolo da protagonista che la cinofilia  italiana sta ricominciando ad assumere a livello internazionale, grazie anche ai prestigiosi risultati che l’allevamento italiano del cane di razza continua a ottenere nelle competizioni più prestigiose, sia in prova che in esposizione.

La politica di gestione che questo Consiglio ha offerto a tutto il mondo pet, ha dato buoni risultati anche sotto il profilo economico, come potrete leggere nelle pagine che seguono, offrendo la possibilità di erogare importanti risorse sul territorio per la crescita dei Gruppi Cinofili, delle Delegazioni e delle Associazioni Specializzate. Il raggiungimento di tale risultato è dovuto anche alla crescita del numero dei soggetti iscritti al Libro genealogico. Con queste premesse credo che potremo guardare al futuro con ottimismo, anche in una Italia che versa in condizioni economiche non delle migliori.

Il Presidente

Francesco Balducci

 
     
   
     
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

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