... ... ...

SITE MAP

COUNTRIES

BREEDS

INTERVIEW

SOCIAL

SPORT

SHOW

CONTACT

Presentation Article Results Comments Judges List Judges Opening Ceremony Closing Ceremony Stands Various City
Native Breeds Puppy Junior Best in Show Junior Veteran Pair Breeders Group
Breeds 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Fri Sat Sun all Podiums Best in Show Junior Handling Sport Other Events

 AUSTRIA - SALZBURG - FCI WORLD DOG SHOW - 18/20.05.2012

<<<    >>>

Louis de Liedekerke - Costanza Ferraris - Guillermo Fiorenza

 

 
 

Salzburg - World Dog Show 2012

 
     
 

FCI - ÖSTERREICHISCHE KYNOLOGENVERBAND

 
     
 

Article

 
 

 

 
     
     
 

La mondiale in numeri

 
     
  Il quartiere fieristico  
     
  L’esposizione di Salisburgo è stata concentrata su tre giorni. Venerdì hanno sfilato i gruppi 3,7,8 e 10, il sabato i gruppi 1, 5 e 9 mentre la domenica vedeva i pesi massimi del gruppo due, i minimi del gr4, il gr6.
Il quartiere fieristico di Salisburgo,
Messezentrum, sorprende per la sua grandezza se si pensa alla superficie della città di Mozart. I suoi 15 padiglioni coprono una superficie di quasi 40.000 m². Qui ogni anno si svolgono una quarantina di fiere a livello internazionale.
 
     
   
     
 

 Oltre alle hall, il quartiere ha una arena di circa 2600 m². All’interno del quartiere fieristico vi è un parcheggio con circa 3500 posti auto, un terzo dei quali al coperto. All’esterno, un altro parcheggio, collegato alla fiera attraverso delle navette gratuite che ti lasciavano proprio davanti all’entrata.

 
     
 

 
     
 

 Degli autobus di linea collegano il quartiere al centro città e alla stazione ferroviaria. L’autostrada è a due minuti di macchina.
Il parcheggio
Il parcheggio era degno di un quartiere fieristico di tali dimensioni.

 
     
   
     
  Il biglietto di parcheggio lo si prenota via internet. Questo permetteva di evitare di pagare all’entrata e di dirigersi direttamente verso il parcheggio prenotato. C’erano due categorie quella a 20 euro che permetteva di parcheggiare la macchina all’interno del quartiere fieristico, e quello a 5 euro con il quali si entrava in un parcheggio a una decina di minuti dall’entrata principale. Una navetta collegava il posto con l’entrata principale. L’ÖKV aveva anche previsto una zona dove poter scaricare le gabbie prima di raggiungere il parcheggio più lontano. Per prenotare il biglietto il computer ti chiede il tipo di auto e il numero della targa come anche il nome di chi fa la prenotazione.  
     
   
     
  Dati interessanti, se il “centralone intelligente” li avesse messi a disposizione dell’organizzazione. Privacy? Non dialogo? Peccato, si sarebbero potuti salvare dei cani, lasciati come al solito in macchina, lontano dagli sguardi dei proprietari. Se le segnalazioni sono arrivate alla segretaria dell’ente cinofila austriaca, che non si è limitata a fare l’annuncio solo in tedesco, ci si chiede perché la polizia non hanno mai rotto un finestrino per salvare la vita al quattro zampe. Si sa solo che vi è una lista di targhe di veicoli dove sono stati trovati degli animali morti.  
     
   
     
  Accade spesso che gli organizzatori delle mostre canine sono concentrati a quello che succede dentro e non a quello che succede fuori. Spesso la polizia sottovaluta l’afflusso delle macchine durante queste manifestazioni. Lo abbiamo visto in Ungheria, a Budapest, dove centinaia di espositori sono rimasti incastrati con le loro auto a qualche centinaio di metri dall’entrata. Lo abbiamo visto anche alla mondiale di Parigi dove uno standista è stata rapinato con tanto di pistola, dove espositori assetati di posti, il più vicino possibile, hanno bloccato con le loro auto le entrate pedonali, obbligando i mal capitati a scavalcare le auto, senza contare quelli che, rimasti con le macchine incastrate nel parcheggio, hanno finito per spingere le macchine dei vicini ammaccandole, per non dimenticare quella signora in carrozzina elettrica che per una ora è rimasta rinchiusa nel parcheggio perché qualcuno aveva bloccato il passaggio dalla quale era entrata.  
     
   
     
  Salisburgo non è stata da meno. I giornali locali del sabato più che dell’esposizione parlavano della strana coda di macchine creatasi all’uscita del quartiere fieristico. C’era quasi da credere ad una presa in giro: vedere tutte quelle persone scendere dalle auto con i loro cani: chi seguiva tranquillamente la corsia di emergenza, chi più all’Indiana Jones scavalcava il guard rail, creandosi una scorciatoia tra giardini privati e campi coltivati. Sono stati in molti a chiamare la polizia denunciando un passante, due passanti, tre passanti con tanto di cane che cercava di raggiungere la fiera a vol di uccello. Anche i giudici hanno sperimentato la cosa in diretta, visto che sono rimasti bloccati nella loro navetta.  
     
   
     
  Perché aspettare sempre il secondo giorno per analizzare più da vicino la cosa? Bello il parcheggio, ottima l’idea di far pagare prima, peccato solo che per quei 3500 posti auto vi era soltanto una strada che portava all’entrata. Resta a voi di fare un calcolo di matematica pensando al casello dell’autostrada durante le vacanze estive.....  
     
  La giuria  
     
  Una bella giuria attira un gran numero di cani. L’Austria ha cercato di invitare degli specialisti. Non so se sia riuscita ad accontentare tutti, visto l’alto numero di razze (310), ma a differenza degli altri anni sono stati in pochi a pronunciare queste parole “ma che giudice hanno scelto.. è un incompetente... ha fatto vincere i suoi amici...” Ci sono stati anzi molti espositori che hanno commentato: “non esistono più i giudizi, ma il giudice si è soffermato a rispondere ad alcune domande.”  
     
   
     
  Curiosità: la giuria era composta da molti nomi nuovi a livello mondiale.  
     
  I giudici:  
     
  139 sono stati i giudici invitati alla mondiale. I più numerosi era ovviamente gli austriaci (33) seguiti dai tedeschi (14). Gli Italiani erano 8: Orietta Zilli, Massimo Inzoli, Claudio de Giuliani, Giulio Bezzecchi, Guido Vandoni, Vito Zambelli, Francesco Cochetti e Sonia Pagani.  
     
   
     
  Nella maggior parte dei casi, i giudici si sono detti soddisfatti dell’organizzazione. Alcuni hanno rimpianto di non trovarsi tutti nello stesso albergo.  
     
   
     
  Il rapporto con gli stewards è stato soddisfacente. In ogni ring c’erano due o tre persone che assistevano il giudice.  
     
   
     
  Ad ogni giudice era stato dato un foglio con il riassunto delle classi, dei CAC e dei CACIB da attribuire. I risultati venivano segnati su un tabellone a disposizione del pubblico. Visto l’alto numero di cani e il problema linguistico (non sempre si trovano degli interpreti volontari e del settore), il giudice si limitava a classificare i cani e assegnare la qualifica su un diploma.  
     
   
     
  Curiosità. Sono stati pochi i giudici che hanno giudicato durante le tre giornate.  
     
  I cani in numero  
     
  La mostra si è svolta su tre giorni. I gruppi 3, 7, 8 e 10 hanno sfilato di venerdì, i gr. 1, 5 e 9 di sabato mentre la domenica i gr. 2, 4, 6 e 7.
Il numero dei cani attesi era circa di 20.000. Si è raggiunto quota 18607. Le razze erano 310, molte delle quali assai sconosciute anche a livello mondiale. Nel ring d’onore hanno sfilato circa 50 razze nel gruppo 5 e una sessantina nel gruppo 6. Molto più numeroso del solito anche il gruppo 7.
Gli espositori provenivano da 56 paesi. I più numerosi erano i Tedeschi (2631) seguiti dagli Italiani (2517) e dai Russi (2286). L’Austria (1175) arriva dietro alla Rep. Ceca (1373).
 
     
   
     
  Una menzione speciale per l’Azerbaidjan, la China, l’Islanda, il Kasakstan e il Sud Africa, tutti con un unico cane.  
     
   
     
  Il venerdì ha visto sfilare 101 razze. Le più numerose sono state il Golden Retriever (326 – BOB Dewmist Star Of The Blue Hope - HU), il Labrador (292 – Loch Mor Romeo - ITA), L’American Staffordhire Terrier (182 – Don King Of Ring's – SRB).  
  Le più rare con un unico soggetto: Epagneul Bleu di Piccardia (F), Perdigueiro de Burgos (Esp), Pudelpointer (D) e il Wetterhoun (NL).  
     
   
     
  Il sabato ci sono state 168 razze. Le più numerose: Siberian Husky (206 - Snowmist's Quicksilver Speigas – Can/S), Bouledogue Francese (224 - A'vigdors Reflect De La Gloire De Mes Parents - Russ) e Carlino (196 - Tangetoppen's Hot And Spicy – N).  
     
   
     
  Australian Stampy Tail Cattle Dog (?), Hokkaido (J), Norsk Elghund Sort (N), Thai Bangkaew Dog (Taiwan), quelle a soggetto singolo.  
     
   
     
  La domenica erano 123 le razze. Le più rappresentate erano il Bovaro del Bernese (273 - Sennenhund Rossii Djames Bond - Rus), il Rhodesian Ridgeback (227 - Makao Line Atuin Art – Rus), il Beagle (207 - Szephegyi-Szimat Woods – PL), e il Dogue de Bordeaux (186 - Edition Limitee De La Tour Gelee - F)  
     
   
     
  Le meno numerose (1 cane): American Foxhound (USA), Briquet Griffon Vendéen (F), Dunker (S), Grand Beleu de Gascogne (F), Griffon Bleu de Gascogne (F), Griffon Fauve de Bretagne (F), Hygenhund (N),Segugio del Lucernese (CH), Segugio Svizzero (CH), Segugio Italiano a pf (IT), Srpski Gonic (SRB).  
     
   
     
  Curiosità: assenza totale dei club di razza o di club cinofili attivi in Austria.  
     
  Ring  
     
  I ring occupavano quasi tutta la superficie ad eccezione di due piccole hall adebite a ristorante. Al centro in un immenso cortile c’erano tre tendoni che ricoprivano una dozzina di ring per un totale di una sessantina. Questo anno non si sono visti dei ring microscopici per le razze di piccola taglia. Per i pesi massimi l’ampiezza lasciava a volte desiderare, non tanto per le misure ma per il numero dei cani presenti per classe. Tutto intorno alle hall erano allestiti gli stand.  
     
  Pubblico... punto dolente  
     
  Le persone che notano di più l’affluenza del pubblico sono gli standisti. Strano a dirsi ma anche se l’ÖKV aveva contattato la stampa locale, la TV e che si era parlato della manifestazione, di pubblico ce ne era ben poco. Andato a sciare? Poco interessato? Il quartiere fieristico è molto ben collegato con la città con autobus e taxi che lasciano le persone davanti all’entrata principale. La città di Salisburgo era inoltre invasa da cani di tutte le razze. La gente locale non poteva non notare una tale invasione di 4 zampe. L’Arena dove si svolgevano le finale era quasi vuota.  
     
   
     
  All’uscita dell’esposizione abbiamo fermato diverse persone (non espositori) per sapere perché della loro visita. La maggior parte della gente non sa che cosa va a vedere esattamente.  
     
   
     
  Il termine mondiale è una parola misteriosa che spinge i curiosi a scoprire questo evento. Gli articoli scritti dai giornali locali dicono tutto e niente: annunciano l’evento ma non spiegano niente.  
     
   
     
  Pochi visitatori avevano una nozione chiara di che cosa era una mostra canina. Entrando dentro si son sentiti persi. Il tabellone con le hall li lascia indifferenti. Dove andare, che cosa guardare? Che cosa succede nei ring? Nessuno stand per avere delle informazioni tenuto da delle persone competenti. I cataloghi sono una cosa illeggibile e incomprensibile da quasi tutti i non addetti addetti al settore. Sono pochi gli espositori che si mettono a parlare con il pubblico (problemi anche di lingua). Quanto al ring d’onore, anche se imponente, diventa una lagna per il pubblico non cinofilo: una lista di nomi che difficilmente si ricordano.  
     
   
     
  Quanto al pubblico con qualche nozione cinofila ce n’è ben poco, se non si considerano gli accompagnatori. Ci sono le persone che vengono per scoprire quale sarà il cane della loro vita. Vederlo da vicino è una vera impresa. Ci sono quelli che dormono nelle gabbie o nei loro box “sta dormendo, non si può disturbarlo... deve entrare nel ring.” Una volta entrato nel ring, ci vuole quasi un binocolo per vederlo da vicino, visto la transenna fatta di gabbie, di sedie e di tavolini.  
     
   
     
  Curiosità: Assenti i bambini o quasi. Su una cinquantina di persone intervistate nessuna sarebbe ritornata il giorno seguente.  
     
  Stand  
     
  Visitando la mostra non si aveva l’impressione che ci fossero molti stand. Poco evidenziati? Troppo pochi per la superficie vasta della Fiera? Oppure dopo il flop dell’Europea 2011 molte standisti hanno preferito restare a casa? C’è chi si è posto la domanda sul perché non c’era niente che ricordava che eravamo a Salisburgo...  
     
   
     
  Curiosità: dov’era lo stand dell’ÖKV?  
     
  Titolo e titolo  
     
  Cosa ci aspettiamo noi da una mondiale o da una europea? Cosa vuol dire essere campioni del Mondo o di Europa? Da questi due appuntamenti, ci si aspetta sicuramente qualche cosa di più. Ci si aspetta un giudice specialista, ci si aspetta di vedere un cane che rappresenti degnamente lo standard della sua razza. In questo mondo dove le mostre nascono come i funghi, i titolo si multiplicano a non finire. Questi due grandi eventi che hanno luogo una volta all’anno dovrebbero dare allora qualche cosa di più, considerando anche che i loro titolo sono solo onorifici.  
     
  Controllo Veterinario  
     
  Dopo la fila automobilistica, ecco qua la fila umana che si comprime davanti all’entrata principale. Perché non fare una entrata per ogni padiglione oppure una per ogni gruppo? Questo ammassamento di persone, di gabbie e di cani può essere pericoloso per tutti. La gente spinge ed è spinta, non si fa attenzione alle gabbie o ai cani per cercare di non perdere la posizione. Prima o poi ci scappa la ressa se non fra essere umani fra cani. Tutto questo per controllare dei documenti che potrebbero non appartenere al cane visto che non si controllano né il tatuaggio e neppure il microchip.  
     
  BIS  
     
  L’ÖKV ha lavorato molto sul ring d’onore. Il quartiere fieristico ha una grande arena dove si svolgono vari spettacoli. E’ qui che si sono svolte le finalissime della mondiale. Lo speaker Tamas Jakkel, giudice all round ungherese, ha commentato quasi tutte le razze. Poche parole mentre la musica era praticamente assente. Finalmente un po’ di riposo anche per le orecchie di quei cani che devono restare fino alla fine. Sullo sfondo del ring un grande tabellone dove apparivano il numero del gruppo seguito dal nome del giudice. Una volta scelto i vincitori sullo schermo appariva il numero del cane, la razza, il nome del cane e del proprietario. Questo permetteva al pubblico di capire chi erano i vincitori e ai giornalisti di avere i risultati in diretta. La finale del BIS è stata senza alcune sorprese.  
     
  Pre-ring  
     
  Si parlava di un super pre ring, ahimè, sembrava più una cameretta oscura dove il giudice cercava di capire che cosa aveva davanti. Lo spazio era così ristretto che era praticamente impossibile di vedere il movimento. Quanto all’anti camera del pre ring, sembrava ad una sauna dove tutti (e dico tutti) aspettavano (senza capire niente) il loro turno, programmato ad una certa ora che ovviamente non era rispettata. Una miss con una lavagna nera annunciava il gruppo successivo. Si poteva certamente fare di meglio. Dopo il caldo del pre ring, si è caduti dalla padella alla brace, visto che nel ring d’onore non c’era l’aria condizionata.  
     
  Giornalisti  
     
  La stampa era presente con tutti le testate giornalistiche mondiali più importanti. Questo anno la sala stampa era diretta da Katja Wolf. Ogni domanda aveva una risposta. E se si desiderava avere i risultati dei vincitori, non solo si sono avuti quelli del ring d’onore indiretta, ma si sono avuti anche tutti i risultati dei cani iscritti. Vedere per credere: http://worlddogshow.oekv.at/home/ergebnisse-results  
     
  Catalogo  
     
  Nell’insieme facile da leggersi. Una piantina permetteva di orientarsi fra i 15 padiglioni.  
     
   
     
  Curiosità: una pagina segnalava i prezzi per iscrivere i cani alle mostre in Austria con tanto di modulo per iscrizioni.  
     
  Iscrizioni:  
     
  La maggior parte delle iscrizioni sono state fatte via internet. Solo una piccola parte è stata fatta via bonifico bancario.  
     
  CONCLUSIONE  
     
  Una giornalista durante una intervista, che precedeva la Mondiale, fatta al Presidente dell’ÖKV, Michael Kreiner, chiedeva “La Mondiale di Parigi è stato la manifestazione canina con il più grande numero di cani. Quante ve ne aspettate per Salisburgo?” La risposta del Presidente fu “Non è nostra intenzione di battere il record di iscritti: La nostra intenzione è di fare una mostra ben organizzata. I preparativi sono all’altezza di una manifestazione con 20.000 cani”  
     
   
     
  L’organizzazione della quarta mondiale austriaca ci ha ricordato che una mondiale è prima di tutto una mostra canina e non un record da battere.  
     
   
     
  Se non è stato il record di iscrizioni, l’ÖKV è riuscita a trasformare una mondiale in un evento umano dove la maggior parte di noi è ritornata a casa quasi rilassata. Ci stiamo avviando verso la mondiale del 2012, cerchiamo di prendere il buono di conservarlo ma anche si assimilare il negativo affinché si possa trasformare in positivo.  
     
   
     
     
     
 

OKV, Österreichischer Kynologuenverband,

 
     
 

un record nella cinofilia

 
     
  Il Kennel Club austriaco fa parte dei membri fondatori della FCI. L’OKV nasce nel 2011. Per festeggiare il Centenario la FCI aveva proposto a l’ente austriaco di ospitare una delle manifestazioni del Centenario. Avendo da organizzare la mondiale 2012, l’OKV ha rinunciato a tale incarico.  
     
 

 
     
  Il Primo presidente della ÖKV fu il principe Ypsilanti con un grande interesse per le relazioni internazionali. Questo facilitò molto lo sviluppo dell’ente cinofilo.  
     
     
     
  C’era molta voglia di fare ma, ahimè, la prima guerra mondiale frenò lo slancio iniziare. La storia ci insegna che l’Austria fu unita alla Germania all’inizio del 1938.  
     
 

 
     
  L’ente austriaco fu inglobato in quello tedesco ma durante la Seconda Guerra Mondiale tutto si bloccò di nuovo fino al 1947 quando l’ÖKV riprese le sue relazioni internazionali.  
     
 

 
     
  Nel 1960 Vienna organizzò l’Assemblea Generale della FCI.  
     
 

 
     
  La guerra aveva lasciato delle ferite profonde che dolevano ancora.  
     
     
     
  Le casse erano totalmente vuote.  
     
 

 
     
  Ci sono voluti degli ottimi chirurghi per ricucire con arte le ferite. Il primo fu Walter Hield, occupando anche vari incarichi nella Fci fra i quali anche quello della presidenza.  
     
 

 
     
  Egli fu molto attivo fino al 1986, data della sua morte.  
     
 

 
     
  Nel 1986 Karl P. Reisinger divenne presidente dell’ÖKV (1986 – 1999)  
     
     
     
  Fra il 1985 e il 2009 egli fu Tesoriere e Vice presidente della FCI.  
     
 

 
     
  Nel 2009 viene nominato Membro Onorario della FCI durante l’Assemblea Generale di Bratislava.  
     
 

 
     
  E’ durante il suo mandato che la FCI si installa nella nuova sede di Thuin (B)  
     
     
     
  Egli seguì anche da molto vicino le nascite dei diversi Enti Cinofili dopo la caduta del muro di Berlino.  
     
 

 
     
  L’Austria ha ospitato vari eventi di altissimo livello.  
     
     
     
  Nel 1976 accoglie l’esposizione Mondiale a Insbruck. All’epoca vi erano soltanto 4500 cani.  
     
     
     
  Dieci anni più tardi essa riorganizza questo evento a Tulln (1986), vicino Vienna ed accoglie circa 8.000 cani. In quell’anno vinse il Saluki, Abrisa vom Felsenkeller.  
     
 

 
     
  Abrisa vem Felsenkeller: allevata da C. Hess è di proprietà di Tim Teillers (all.to Samoem’s – NL).  
     
 

 
     
  Nel suo palmares troviamo la spettacolare doppietta del BIS della Mondiale di Amterdam (1985 – 10000 cani) e quella di Tulln (1986). E’ campione belga, olandese, tedesco e internazionale.  
     
 

 
     
  Per i curiosi di cronaca cinofila, Tim Teillers era uno dei più grossi allevatori di Saluki.  
     
 

 
     
  E’ l’unico allevatore ad aver vinto cinque volte il raggruppamento della mondiale e tre volte il BIS. Due volte con Abrisa e una volta con Saliha Deianira (Dortmund – 1981). Tim Teillers è deceduto il 3 luglio 2011 lasciando un vero vuoto nel mondo dei levrieri.  
     
 

 
     
  Nel 1996 l’Austria festeggia i 1000 anni della sua nascita.  
     
 

 
     
  Questa edizione della mondiale era assai speciale perché metà evento si svolgeva a Vienna e l’altro a Budapest dove ebbe luogo il BIS, sotto un caldo torrido.  
     
 

 
     
  Il vincitore?  
     
     
     
  Ve lo ricordate?  
     
     
     
  Era l’Afgano, Sanallah's Jerome, di proprietà dell’allevamento italiano Xenos.  
     
     
     
  Sanallah’s Jerome : Nato in America il 7 luglio 1993 da Sandy Weinraub (US) si trasferisce in Italia nell’allevamento Xenos.  
     
     
     
  Nel suo palmares troviamo i titoli di campione Italiano, francese e internazionale.  
     
     
     
  Nel 1996 diventa campione del mondo, vincendo anche il BIS. Nello stesso anno diventa campione europeo a Copenaghen e Copenaghen Winner.  
     
     
     
  Nel campionato europeo del 1998 (Genova) vince il BOB e si piazza sul podio. Nel 1996 e 1997 è il n.1 Afgani in Italia.  
     
     
     
  Per restare in allenamento, l’Austria organizza nel 1999 l’Europea. I cani iscritti erano circa 7000.  
     
     
     
  Il BIS, giudicato da Steffi Kirschbichler (A) fu vinto dall’Alaskan Malamute, Raider del Biagio presentato da Francesca Cassin (IT).  
     
     
     
  Raider del Biagio : E’ vice campione del mondo e europeo 1999. Raider nasce nell’allevamento del Biagio creato nel 1984. Apparteneva a Antonio Tassani.  
     
     
     
  Non contenta del record del 1999 l’Austria riapre i cancelli di Tulln per l’edizione del 2005 dell’Europea (3-5 giugno).  
     
     
     
  Si sfonda il tetto dei 10.000 cani e con 322 razze.  
     
     
     
  Il BIS andò al Pharaon Hound, Enigma Surprise Me (S).  
     
     
     
  Enigma Surprise Me : Nasce il 16 aprile 2003 nell’allevamento Enigma (S) che seleziona questa razza dal 1971.  
     
     
     
  Nel suo palmares troviamo il titolo danese, finlandese, norvegese, polacco, svedese e internazionale. E’ campionessa europea 2005, mondiale 2006, vice campionessa mondiale 2011.  
     
     
     
  Nel 2005 vince il BOB al Crufts mentre nel 2009 il BCC.  
     
     
     
  Per non perdere l’allenamento l’ÖKV festeggia il suo centenario nel 2009 con una mostra speciale a Wels.  
     
     
     
  La FCI durante l’organizzazione del programma per il Centenario della Federazione Canina Internazionale, propose all’ÖKV di ospitare l’esposizione mondiale nel 2011.  
     
     
     
  Uscita appena dall’organizzazione del suo centenario, essa declina la proposta ed è per questo che non la troviamo nel calendario dei festeggiamenti del 2011.  
     
     
     
  Sarà il 2012 che accoglierà la 4° manifestazione mondiale austriaca.  
     
     
     
     
     
  Il patrimonio cinofilo austriaco  
     
  Razze austriache  
     
 

 
     
 

Le razze austriache riconosciute a livello nazionale sono cinque.

 
     
 

 
     
 

A parte un breve articolo apparso sulla rivista austriaca Unsere Hunde, in lingua tedesco, l’ÖKV non ha pubblicato nessuno opuscolo approfondito per far conoscere meglio il suo patrimonio zootecnico.

 
     
 

 
     
 

Una breve sfilata è stata fatta nel ring d’onore, la domenica. Assenti i club che tutelano queste razze

 
     
 

 
     
 

Alpenländische Dachsbracke (34-42 cm): Nel 1932 veniva chiamato Alpine-Erzgebirgs- Dachsbracke. Nel 1975 il suo nome cambiò e la FCI l’affidò all’Austria.

 
     
 

 
     
 

Nel 1991 venne inserita nella sezione 2 del gr6. In Italia esiste un club, Associazione Italiana Alpenlaendische Dachsbracke, nato nel 1999. Per avere più informazioni sulla razza: www.dachsbrackeitalia.com

 
     
 

 
     
  Brandlbracke (Segugio austriaco nero focato) (48-56 cm): è una razza molto antica e non si conoscono le sue origine esatte. E’ molto apprezzato dai cacciatori. Ha un odorato sviluppato che gli permette di seguire facilmente le traccie. Non si conoscono allevatori in Italia di questa razza.  
     
     
     
 

Osterreichischer Pinscher (Pinscher Austriaco) (42-50cm): Appartiene al gr2. Anche se nel 1928 si conosceva già questa razza con il nome Pinscher Austriaco a pelo corto, modificato in Pinscher Austriaco nel 2000, questa razza è assai difficile da riconoscere perché i soggetti sono assai diversi uno dall’altro.

 
     
     
     
  Fra il 1948 e il 1972 sono stati registrati soltanto un centinaio di cuccioli.  
     
     
     
  Nel 2002 fu presa sotto la protezione del club austriaco del Pinscher. Il suo compito è quello di riprendere la situazione della razza in mano: fare un censimento degli esemplari esistenti, analizzare la consanguineità per poter in seguito fare un lavoro accurato per dare una omogeneità nel futuro alla razza.  
     
     
     
  Steirische Rauchhaarbracke (45 – 53cm): a differenza delle altre razze austriache, questa è a pelo duro.  
     
     
     
  Carl Peitinger iniziò ad allevare questa razza nel 1878 incrociando un segugio di Hannover con un Segugio istriano. Per ulteriori informazioni: www.bracken.at  
     
     
     
  Tiroler Bracke (Segugio Tirolese) (42-50cm). E’ una razza utilizzata per la caccia alla lepre e alla volpe.  
     
     
     
  Dei documenti fanno risalire questa razza intorno al 1860. Il riconoscimento arriva nel 1908.   
     
     
     
  Esisteva anche la versione di piccola taglia ma con la modifica dello standard nel 1995, essa venne soppressa. Per ulteriori informazioni: www.bracken.at  
     
     
     
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

<<<    >>>

Presentation Article Results Comments Judges List Judges Opening Ceremony Closing Ceremony Stands Various City
Native Breeds Puppy Junior Best in Show Junior Veteran Pair Breeders Group
Breeds 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Fri Sat Sun all Podiums Best in Show Junior Handling Sport Other Events

COUNTRIES BREEDS A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z INTERVIEW SOCIAL SPORT SHOW CONTACT

EUROPEANDOG.COM Copyright © 2011           

home  Site Map