European Dog Show Geneva 2013 - Louis de Liedekerke - Costanza Ferraris

SWITZERLAND - 29th August 1th September 2013

 

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  ARTICLE  
     
     
     
 

Sono stati molti gli espositori che mi hanno detto “ma che strana esposizione, non ha niente di una Europea”. E’ vero, sono rimasta anche io un po’disorientata. Cosa scrivere?.... Poi ho pensato ad alcune frasi che mi dissero dei proprietari svizzeri di cani alcuni anni fa. Ho collegato le due cose e ho capito l’atmosfera che soffiava sull’Europea di Ginevra

 
     
  Messa fuoco sulla cinofilia svizzera  
     
 

Quando parliamo della Svizzera ci viene da pensare ad uno stato come la Francia, l’Italia... in mezzo all’Europa. La Svizzera o ufficialmente Confederazione Svizzera, è uno stato federale composto da 26 cantoni. Questi, in un certo senso si governano da soli in base a certi principi di autonomia. Alcune leggi prese all’interno di un cantone non possono essere modificate a livello del governo centrale. Questa autonomia rende assai difficile d’avere una legge nazionale. In più bisogna aggiungere che sul territorio svizzero si parlano tre lingue: francese, italiano e Schwyzerdütsch (tedesco svizzero). Questo rende il dialogo interno ancora più difficile.

 
     
   
     
 

A livello cinofilo la vita non è poi molto facile. Dal 2007 le leggi si sono inasprite. Da un giorno all’altro il governo centrale ha vietato a tutti i cani di razza con coda tagliata di partecipare alle mostre. Se prima la legge si limitava ai cani con pedigree svizzero, dal 1° gennaio 2007 le frontiere si chiudevano anche ai cani con coda tagliata.

 
     
   
     
 

La legge non si limitava alle mostre ma andava ben oltre. Per chiudere tutte le scappatoie la Svizzera ha decretato che i cani nati da genitori (svizzeri o di proprietà straniera) con coda tagliata non avrebbero avuto diritto di avere il pedigree.

 
     
   
     
 

All’epoca vivevo in Svizzera con una Schipperke nata in Francia nel 2005 con coda tagliata, paese dove era autorizzato il taglio della coda. Il taglio della coda era previsto anche dal Belgio, paese detentore dello standard. Ero arrivata in Svizzera nel 2006 quando i cani stranieri con coda tagliata non erano ancora considerati dei “fuori leggi”. Prevedevo di fare la voltura per poi fare una cucciolata. Quale fu la mia più grossa sorpresa quando mi rivolsi all’ente cinofilo svizzero (Sede a Berna) per cambiare il pedigree. Fui quasi considerata una delinquente. “Se si fa la voltura, non ha più il diritto di fare riprodurre la sua femmina. Non dipende da noi ma dal governo e dalla Federazione Veterinaria Svizzera”. Presi un appuntamento come giornalista con l’idea di fare un articolo. Mi confermarono entrambi che quello che mi era stato detto dall’Ente Cinofilo Svizzero era giusto. Era una legge nazionale che non aveva niente a che fare con l’Ente Cinofilo Svizzero. Di fatto avevo due possibilità: quella di dare via il mio cane e prenderne un’altro con coda e orecchie non tagliate, se volevo fare una cucciolata in Svizzera, oppure di cambiare residenza principale. Capii in quel momento varie frasi di proprietari di cani di razze con coda (orecchie) tagliata (es. Cani Corso). “Siamo nell’impossibilità di importare in Svizzera questa bella razza perché nel paese di origine si tagliano le orecchie e la coda”. “Con questa legge non possiamo importare nuove linee di sangue”. Ecco una delle ragioni perché alcuni allevatori hanno preferito stabilirsi in Francia o in Italia per continuare ad allevare.”

 
     
   
     
 

I cinofili svizzeri devono far fronte ad altre leggi legate al mondo dei cani. Ci sono dei cantoni o semplicemente dei comuni che vietano la circolazione di alcune razze sul loro territorio. Questo in seguito a diversi incidenti avvenuti con razze pericolose. Una delle città più rigide è Ginevra. La legge del 18 marzo 2011, entrata in vigore dal 27 luglio 2011 (Rchiens; M 3 45.01) dice che i cani appartenenti alle razze sotto citate (o nati da incroci con queste razze) devono essere tenuti al guinzaglio e portare la museruola quando escono di casa. La museruola deve essere di tipo omologato, non una qualsiasi. La lista data dal comune di Ginevra cita come razze pericolose: American Staffordshire Terrier, Bullmastiff, cane Corso, Dogo Argentino, Fila Brasileiro, mastiff, mastino Spagnolo, Mastino Napoletano, Cane da Pressa Canario, Rottweiler, Tosa Inu. Oltre a queste razze è citato anche il Thai Ridgeback Dog. Ci si chiede quanti ce ne sono in Svizzera. Sono aggiunti anche i cani appartenenti alla “famiglia” dei Pitt Bull e dei Boerbull.

 
     
   
     
 

Difficile è anche giostrarsi fra le leggi cantonali. Ci sono dei comuni che vietano anche la circolazione nelle strade di alcune razze come il Bull Terrier. Alcune razze possono circolare nel cantone di Ginevra ma non nel villaggio che sta nel cantone di Ginevra. Attenzione se poi si va nel cantone di Berna o di Zurigo.

 
     
   
     
 

Alcuni anni fa, fu annunciato che i proprietari di cani (e soprattutto quelli che desideravano aver un primo cane) dovevano seguire dei corsi per avere un patentino entro una certa data. L’idea era sotto alcuni punti interessante, peccato solo che nessuno aveva previsto di scegliere gli istruttori abilitati a istruire i proprietari di cani. Davanti ad una tale problema la data per il patentino fu fatta slittare.

 
     
   
     
 

Un’altra curiosità: in Svizzera si raccolgono le popò dei cani con dei sacchetti. Questi si possono trovare facilmente un po’ dovunque lungo le strade. Quello che lascia sconcertato è: perché raccogliere le popò (bio degradabili) con un sacchetto di plastica (non biodegradabile) che viene poi lasciato per terra?

 
     
   
     
 

Non è facile dunque di muoversi in un paese fatto di mini frontiere (cantoni, lingue e comuni) e di ignoranze anche giornalistiche. Sul foglietto ufficiale, distribuito dal Cantone di Ginevra, il soggetto che si vede con la museruola omologata è una Pastore Australiano.

 
     
   
     
 

Difficile dunque per un neo appassionato di districarsi davanti a una tale rete di leggi. Difficile anche di orientarsi in una mostra di cani dove non c’è nessuno disponibile a darti una mano. In Svizzera non ci sono tutti quei gruppi cinofili che si trovano in Italia, non ci sono giornali cinofili e i due legati alla cinofilia svizzera sono più dei bollettini per i club. Non avendo un fotografo ufficiale le mostre internazionali svizzere non vengono riassunte dai due giornali ufficiali. Il rapporto con la stampa è assai nullo. Lo si è visto anche duranti i mesi che precedevano l’Europea di Ginevra. Lo stand dell’Europea, era quasi inesistente nelle grandi esposizioni. L’unica informazione che ti sapevano dare era la lista dei giudici. Poteva essere l’occasione di far conoscere le razze nazionali al pubblico. In Svizzera sta nascendo una nuova razza il Bulldog Continentale”. La Svizzera è “talmente” fiera del suo patrimonio zootecnico, che non l’ha presentato neanche al pubblico europeo. Quanti di noi conoscono le 4 varietà di bovari svizzeri? Quanti di noi conoscono le differenze dei segugi svizzeri (taglie, mantello e colori)? Gli stand delle razze svizzere? Inesistenti per motivi diciamo finanziari (150 euro per affittare un m² al palaexpo)?

 
     
   
     
 

La cinofilia svizzera ha paura di parlare di sé? L’Ente organizzativo dell’Europea di Ginevra era diviso in due: fare più pubblicità e rischiare di attizzare le scintille degli anti razze pericolose? Oppure passare la manifestazione sotto silenzio? Dilemma. Poi c’era anche un’altro fatto: alcuni anni fa i cinofili espositori avevano lasciato il palazzo delle esposizione di Ginevra in uno stato disastroso. La città aveva detto che una tale manifestazione era un evento indesiderato a Ginevra. L’immagine che ha dato la manifestazione europea è stata alla fine buona e il pubblico si è fatto vedere soprattutto durante il fine settimana. (La scuola in Svizzera è già iniziata da quasi un mese).

 
     
   
     
  Fra Nazionali e Internazionali  
     
 

I cinofili di lunga data si ricorderanno che il calendario italiano, una quarantina di anni fa era fatto di varie esposizioni NAZIONALI con CAC, di regionali e di qualche internazionale. Bastavano quelle cinque lettere in più (I,N,T,E,R) per dare alla manifestazione cinofila un qual cosa di più. A Gennaio c’era Milano, a Febbraio trovavamo Ancora (quasi un mese dopo), poi seguivano Firenze, Empoli (aprile-maggio), Roma con il premio del Presidente della Repubblica (maggio giugno)... pausa ad agosto, per poi riprendere la danza in autunno con Bellagio, Verona ed Erba sotto l’albero di Natale. Quasi tutte si svolgevano su due giorni. Vincere un BIS ad una internazionale era qualche cosa di speciale che faceva cronaca. C’era tempo anche per sedersi nel salotto di casa. Oggi il salotto di casa è un camping car dalle dimensioni più o meno grandi secondo le esigenze. Le internazionali non sono più una decina (ventina) ma sono diventate 60. Non si contano più. Organizzare una nazionale è diventato quasi un insulto. Nessuno quasi più ci va. Le mostre sono diventate due: una di sabato (CAC), l’altra di domenica (CACIB). Non esistono più le internazionali su due giorni. Il numero delle iscrizioni si è ridotto. Sicuri? Visto che prima c’erano meno mostre, c’era meno scelta. Le iscrizioni si concentravano solo su Milano in gennaio o solo su Ancona in febbraio. Oggi ce ne è una ogni fine settimana. Si sceglie quella più vicino casa. Quelli che esponevano a Milano ora preferiscono andare a Napoli, Messina o a Cagliari, a qualche chilometro da casa.

 
     
   
     
 

Andare ad una mostra è diventato una cosa quasi quotidiana. All’estero i calendari non sono così fitti di eventi. Meno cani, meno CACIB. La Francia ritira il CACIB se non ci sono più di 1500 iscrizioni.

 
     
   
     
  Cosa ci aspettiamo da un Europea e da una Mondiale?  
     
 

Visto il titolo e l’appuntamento UNICO nell’anno, ci immaginiamo qualcosa di più. Ma cosa? Visto i titoli assegnati ci aspettiamo non solo un numero maggiore di cani ma anche una qualità superiore. Una volta nelle mostre si incrociavano solo cani al disopra dei nove mesi: classe giovane... Oggi abbiamo anche i baby e i puppy. Non sono molti ma anche con i 5 centesimi si riempiono i salvadanai e i cataloghi.

 
     
   
     
 

Visto dunque il numero maggiore di cani, ci aspettiamo un palazzo delle esposizioni più vasto. Più spazio implica anche un numero maggiore di ring e di giudici come anche un numero maggiore di stand. Se parliamo di stand pensiamo anche di trovare qualcosa di più, una novità, forse, che ci stacca dalla routine delle nostre mostre nazionali.

 
     
   
     
 

Il numero maggiore di cani implica anche una maggiore concorrenza. Per i grandi handler, i grandi allevatori e espositori è il momento di sfoggiare i loro compagni di avventura. E’ ovvio che più ci saranno di concorrenti in un ring, più ci saranno di perdenti.

 
     
   
     
 

L’Europea e la Mondiale dovrebbero essere anche l’occasione di fare conoscere la cinofilia nazionale e le loro ricchezze zootecniche. Perché non organizzare uno spazio dedicato alle razze nazionali con una persona qualificata che risponde alle domande dei curiosi.

 
     
   
     
 

Sì, queste due mostre devono essere qualche cosa di più ma non devono diventare per un paese un RECORD da BATTERE.

 
     
   
     
  La Svizzera fra Internazionali e .... Europea  
     
 

In Svizzera le nazionali non esistono più. L’ultima a sparire dal calendario e forse l’unica mai esistita è stata Bulle, alcuni anni fa. L’Internazionali di Lousanna ci ha accompagnati fino all’anno scorso. Troppo cara, essa sarà rimpiazzata da Ginevra che entrerà, a partire di questo anno, nella famiglia ristretta di Arau, St Gallen e Friburgo. La vita dei club non è molto attiva. I loro stand non si vedono quasi mai.

 
     
   
     
 

Nelle mostre internazionali non c’è niente dedicato alle razze nazionali. Il Top Dog è fatto dall’Eukanuba. Non c’è una vera classifica seguita dall’Ente Cinofilo Svizzero, come il nostro Cajelli. La partecipazione è libera. L’unica clausola è quella di aver partecipato ad almeno 4 esposizioni internazionali.

 
     
   
     
 

La Svizzera è arrivata così all’Europea con una cinofilia quasi senza “munizioni”, trainata dai due infaticabili Laurent Pichard (parte francese) e Barbara Muller (parte tedesca) e un comitato ristrettissimo. La sezione relazioni con il pubblico è stata quasi inesistente. Chi frequenta le mostre sa quanto importante sia lo stand che lancia una europea o una mondiale. Se le persone sono informate ti vien più voglia di spostarti. Il Belgio a Bucarest scoppiava di gioia, l’Ungheria con i suoi costumi folcloristici rallegrava i visitatori. Lo stand svizzero non se lo ricorda nessuno. Forse è stato questo il punto debole della mostra.

 
     
   
     
 

L’altro problema della cinofilia svizzera è la carenza di volontari. Un grosso problema è stato quello di trovare dei segretari di ring qualificati. Questi non si creano da un giorno all’altro e gli interpreti che ne capiscono qualche cosa sono ancora più rari. Per un motivo non troppo chiaro pare che un gran numero di segretari di ring non si sia presentato il giorno X. Diversi giudici si sono messi nei panni dei segretari di ring o addirittura giudici, con pochi cani, che hanno preferito portare avanti il ring da soli piuttosto che trovarsi aiutati da debuttanti.

 
     
   
     
 

L’Europea di Ginevra è stata una mostra veramente internazionale. Se i ring sono stati salvati dagli amici francesi, il ring d’onore è stato coordinato alla perfezione dalla squadra di Insubria/Gruppo Cinofilo Varesino ( Italia ) . Il catering da una squadra rumena come anche il buttafuori dei fotografi.

 
     
   
     
 

Il grande buco dell’organizzazione era l’assenza di una persona che prendesse i risultati dei vincitori. Quante volte l’equipe Europeandog ha dovuto correre dietro ai vincitori per avere il loro numero. I risultati sono stati più o meno riassunti su un foglio che partiva alla fine di ogni raggruppamento da Jean-Philippe Heim che inseriva i dati nel computer. Il Kennel Club ha un programma collaudato che utilizzano per ogni esposizioni. Perché fare le cose così difficili. Il programma che utilizzano per le internazionale lo hanno utilizzato per l’Europea. I risultati sono stati tutti pubblicati nelle 48 ore dopo l’evento. Per chi fosse interessato: www.eurodogshow.ch

 
     
   
     
     
     
     
 

 
 

 
 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
   
   

 

 

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