32° Raduno Club amis des Chiens de Berger de l’Est et d’Italie & Nizinny Club di Francia 
Louis de Liedekerke - Costanza Ferraris

FRANCE - 20 juillet 2013 Châlette sur Loing

 

ARTICLE FR 2 - 3 - 4 - 5

 

 

     
  Un lungo week end cinologico  
  Il CBEI fra cultura e giudizi  
     
     
 

Quest’anno, per gli amici dei Cani da Pastore dell’Est et Italiani, il club francese (Club des Chiens de Berger de l’Est et Italiens & Nizinny Club de France) aveva organizzato un ricco fine settimana fra cultura e giudizi.

 
     
 

Il programma prevedeva una giornata di conferenza tenuta da tre specialisti, Mme Barbara Larska (PL), M. Péter Harsányi (HU) et Mme Sonja Bognarova (CZ), una seconda con il raduno e una terza con una esposizione con CAC aperta a tutte le razze, organizzata dall’ente cinofilo du Centre.

 
     
 

Venerdi: La conferenza era stata organizzata soprattutto per i giudici francesi ma è stata seguita anche da una cinquantina di allevatori e di appassionati cinofili.

 
     
 

Il presidente del CBEI, Sig.re Imre Horvath, ha dato il benvenuto ai presenti e ha spiegato che lo scopo della conferenza non era quello di rivolgersi a dei neofiti ma a delle persone con un bagaglio culturale già elevato. L’idea era di avere una testimonianza diretta fornita da dei giudici specialisti provenienti dal paese di origine delle razze tutelate dal club. Non si trattava dunque di leggere lo standard ma di approfondire le conoscenze su certi punti e di mettere in evidenze quelli ai quali bisogna fare attenzione.

 
     
 

La Sig.ra Barbara Larska (PL), la prima a parlare, intrusse il Pastore Polacco o Nizinny o Pastore di Vallée. Nel suo discorso essa sottolineò la posizione della testa in movimento e in statica. Un capitolo fu dedicato anche al pelo. Questo è a volte troppo toelettato, facendo perdere alla razza il suo aspetto originale. Pettinato sì, ma non troppo. Non bisogna dimenticarsi che si tratta sempre di un cane da pastore e non di un Barbone o un Bichon. Un accenno fu anche fatto sulla coda e su quello che la Polonia sta facendo per sostenere il suo patrimonio cinofilo.

 
     
 

La seconda parte del suo intervento fu dedicata al Cane di Pastore di Podhale-Tatra. Per questa razza, la giudice ha tirato il campanellino di allarme. E’ una razza che ha subito molto l’influenza delle esposizioni anche se non è molto popolare e non la si incontra dunque spesso nei ring. Nel passato furono fatti degli accoppiamenti con i Golden Retriever che modificarono molto la struttura del cranio come anche dello stop. Si sono dunque creati due gruppi di allevamento: quello che segue da più vicino lo standard e l’altro che pensa più a mettere in evidenza il cane, come animale da esposizione. Il vero Cane da Pastore di Podhale, vive nelle montagne ed è più pesante. E’ un cane da lavoro. L’altro è più leggero. La giudice ha anche parlato dell’alimentazione della razza, della sua crescita e delle sue articolazioni.

 
     
 

In Polonia sono registrati più cuccioli di Nizinny che di Podhale. Bisogna tener però conto che la maggior parte di questi ultimi nascono in montagna e i pastori non sono interessati a registrare le loro cucciolate.

 
 

 

 
 

Dopo la pausa caffé, è stata la volta del Sig.re Péter Harsányi (HU) ha parlare delle razze ungheresi. Con i suoi 25 anni di esperienza di giudice, egli ha orientato la sua conversatione sull’evoluzione delle razze ungheresi nei ring durante l’ultimo quarto di secolo.

 
     
 

Il Mudi è la razza ungherese più rustica. Si tratta anche della razza che ha subito più cambiamenti da quando l’ente cinofilo ungherese fa parte della FCI, soprattutto per quello che riguardo il colore del mantello. Si tratta di una razza che fa parte del gruppo 1  e non del 5. La sua testa non deve essere quella di uno spitz. Un’altra caratteristica che il Mudi sta perdendo, è il suo bel pelo riccio. E’ una caratteristica che bisogna valorizzare. Se si ha in un ring due soggetti a pari merito bisogna mettere in evidenza quello che ha il pelo più vicino alla descrizione dello standard. La presenza della coda ha anche influenzato la struttura del cane. Un altro cambiamento è stato notato nel colore degli occhi. Questa evoluzione è legata all’introduzione nello standard di altri colori del mantello come il bleu-merle

 
     
 

Per cercare di recuperare il vecchio tipo, si accettano a titolo iniziale anche dei soggetti senza pedigree che si incontrano tal volta nelle esposizioni locali. L’Ente Cinofilo Ungherese ha rischiato di perdere due volte questa razza negli ultimi decenni. Ecco perché si gira per le campagne alla ricerca di nuovi soggetti per arricchire le linee di sangue. Bisogna anche non confondere il Mudi  con il Pastore Croato. Quest’ultimo è più grande e più massiccio.

 
     
 

Il Pumi e il Komondor sono le due razze che sono meno cambiate negli ultimi 40 anni. Il Pumi è diverso soprattutto nei Paesi Scandinavi e negli Stati Uniti. Esso è diventato più corto e quadrato e le sue angolazioni assomigliano più a quelle di un Terrier. La presentazione del cane è inoltre molto più importante. I Pumi  sono toelettati, cosa che non si fa in Ungheria. La razza è rustica. A forza di toelettare, la struttura del pelo cambia. Questo non deve essere leggero. Il Pumi  è, ancora oggi, una razza che lavora, che caccia. Deve essere un cane fiero con la testa e la coda alta. Gli Ungheresi fanno molta attenzione ai denti. In questa razza non si incontrano assenze di premolari o molari.

 
     
 

Il Puli  è la razza con un numero di nascite più stabile. I giudici sono dunque meno tolleranti. Il club è molto severo con gli allevatori. Si chiude a volte un occhio per la taglia. Ci si trova sempre più spesso davanti a dei maschi sempre più piccoli e meno dominanti. Ultimamente capita assai spesso di vedere il Puli giudicato sul tavolo. Questo per permettere di analizzare i soggetti più accuratamente sotto il pelo, senza che il giudice si metta a quattro zampe.

 
     
 

Il pelo esige un lavoro molto minuzioso. Bisogna iniziare a separare il pelo durante vari mesi, quando il cane inizia a diventare adulto (9-18 mesi), a volte anche 15 minuti al giorno. Il pelo del Bergamasco non è quello del Puli, sono due cose diverse. Il pelo del Pastore Bergamasco non è ammesso nel Puli.  La tessitura del pelo varia a seconda del colore. Se si trova una omogeneità del pelo nei soggetti neri, nei Puli Bianchi, varia a seconda dei paesi. In Ungheria ci sono ancora dei grandi allevatori di Puli Neri. Nei Puli Bianchi, il mantello è meno consistente sul corpo. Le angolazioni posteriori sono più dritte. La struttura è dunque diversa. E’ una razza che sta andando alla deriva. Si pensa che fra una quindicina d’anni la razza sarà totalmente diversa. In Australia si trovano ancora delle linee di sangue interessanti.

 
     
 

E’ permesso di fare degli accoppiamenti fra bianchi e neri soltanto se il club della razza lo autorizza. Oggi ci sono due CAC e due CACIB in Francia mentre in Ungheria ci sono due CAC e un CACIB. E’ stata inoltrata la domanda alla FCI per il riconoscimento di un terzo CAC per il colore FAKO (nero sbiadito) e il grigio.

 
     
 

 La testa del Puli sembra piccola rispetto al resto del corpo. Gli occhi sono piccoli e neri. Il naso è molto più corto rispetto alle altre razze. Il suo movimento è molto tipico. Il Puli  non corre mai ma balla, salta e gira su se stesso.

 
     
 

Kuvasz : è un cane di taglia grande (70cm e più). E’ una razza aristocratica e elegante. Anche se di grandi proporzioni, la sua testa non deve mai essere grossa. Il cranio è bombato. Gli occhi sono a mandorla e molto scuri. Le angolazioni dei posteriori non sono mai troppo pronunciate.

 
     
 

Negli Anni’70, il Kuvasz ha rischiato un’altra volta l’estinzione. Gli allevatori sono andati a cercare dei soggetti in Olanda e in Germania. Uno dei maschi, molto utilizzato all’epoca, era troppo possente e ha modificato la razza. Dopo molti anni di dura selezione, gli allevatori sono riusciti a ritrovare la testa tipica ma non sempre accompagnata da un corpo corretto, o vice versa. Cosa fare? Si tratta della razza ungherese che naviga nelle più cattive acque. Questo ovviamente influenza ancora di più la selezione della razza all’estero. La cosa principale da salvare è la testa tipica della razza. In Ungheria ci sono anche dei soggetti paurosi e aggressivi. Se gli allevatori eliminassero questi soggetti, il numero di Kuvasz   diminuirebbe ancora di più con il rischio di veder scomparire questa razza. Visto la situazione, i giudici domandano ai proprietari di mostrare i denti dei loro cani.

 
     
 

Ultimamente la razza è stata introdotto nei Carpazi per la protezione dei greggi. L’inizio è molto promettente.

 
     
 

Il Komondor è la razza ungherese più importante ed impressionante. Il club ungherese vieta qualsiasi accenno di aggressività. Il giudice deve avere la possibilità di toccare tutte le parti del cane. Si cercano le grandi dimensioni senza arrivare al gigantismo.

 
     
 

E’assai difficile incontrare un bel soggetto nelle mostre. Molti cani sono utilizzati per l’allevamento. Questi sono più possenti. Quelli che non sono utilizzati per la riproduzione vengono esposti. Un cane non è mai finito prima dei quattro anni. Quando si giudica un soggetto, bisogna poterlo toccare in tutte le sue parti e fare il giro del suo torace. Un giudice deve dunque prepararsi a ritrovare il suo vestito “imbiancato”. Si consiglia di vestirsi “adeguatamente”.

 
     
 

Giudicare un Komondor  giovane è una delle cose più difficili. Ad 1½ anno, il cane ha già la sua taglia definitiva mentre il suo pelo è ancora incompleto. Se si hanno due soggetti di cui uno è più piccolo di taglia ma ha già un pelo finito mentre l’altro è più grande ma ha un pelo non finito si deve scegliere quello dal pelo meno spettacolare ma di taglia più grande perché il primo rischia di non crescere e di restare piccolo. Bisogna durante i giudizi anche fare attenzione alla coda. Una coda portata alta da una femmina non è ben vista mentre nel maschio è ammessa perché deve mostrare la sua dominanza.

 
     
 

Si calcola che il Komondor ha fra i 15-17kg di pelo. Il cane deve dunque avere una struttura imponente per poter sopportare un tal peso. Una femmina che ha dei cuccioli, ha bisogno di due anni per rimettersi in pelo. Questo è uno dei motivi che si vedono più spesso dei maschi e meno sovente delle femmine. Per preparare un cane per l’esposizione ci vuole una decina di giorni. Ecco un’altra ragione perché non si vedono molto spesso dei soggetti nei ring.

 
     
 

La pigmentazione dei Komondor  è molto importante: più è scura e meglio è.

 
     
 

Dopo un pranzo molto animato e caloroso, pubblico e conferenzieri hanno ripreso il loro posto. Il terzo intervento è stato fatto dalla Sig.ra Sonja Bognarova (CZ/AUS) che ha parlato del cane Lupo Cecoslovacco. Si tratta di una razza creata per l’esercito. Oggi questa razza è diventata quasi da compagnia. Il carattere ha subito dunque dei grandi cambiamenti: da cane da azione in guerra è diventato cane da famiglia, quasi da compagnia.

 
     
 

Fino a qualche tempo fa si incontravano ancora dei soggetti dal pelo lungo. Un maschio deve sempre avere una criniera, anche in estate. Un cane con un pelo troppo fine avrà freddo in condizioni difficili. In Slovacchia si fa molto attenzione al numero dei denti. Una assenza implica l’allontanamento del cane dalla riproduzione.

 
     
 

Un’attenzione particolare viene rivolta al carattere. Nel test di attitudine (“bonitation”), il colpo di pistola non rappresenta il rumore del fucile in guerra ma un rumore forte, brusco e inatteso.

 
     
     
  Due parole con….  
  dopo la speciale Nationale d’Elevage  
     
     
 

Barbara Larska : « Il livello generale dei Nizinny che ho giudicato al raduno era molto buono. I soggetti avevano una costruzione molto buona, molto vicina allo standard. Il solo difetto che potrei citare è la presenza di toraci un po’ stretti. Avrei voluto vedere dei mantelli presentati meglio. La qualità dei Podhale era nell’insieme buona. Bei soggetti con teste corrette. Il movimento era degno della razza. Ho visto però dei soggetti con dei posteriori troppo angolati. Un giudice non specialista avrebbe detto “buona costruzione e buon movimento”, ma si può veder di meglio.”

 
     
 

Sonja Bognarova : «Sono stata molto impressionata dal numero di soggetti iscritti. Gli espositori hanno fatto dei grossi progressi nell’educazione dei cani e nella conoscenza in materia. Con tutto ciò resta da fare ancora un grosso sforzo nel’omogeneità. Bisogna però non dimenticare che un cane aggressivo non vuol dire cane timido. Sì, c’è stato veramente un grande lavoro per quanto riguarda il carattere. Ho dato però molti “Molto Buono” perché è importante di sapere che c’è ancora qualche sforzo da fare. Il livello di presentazione è molto alto, ma ci sono ancora degli espositori che hanno dei bei cani ma che non sanno valorizzarli.”

 
     
 

Péter Harsányi: « Sono molto soddisfatto di aver potuto partecipare a questo lungo fine settimana. Ho visto anche qualche soggetto molto interessante. Ho molto apprezzato un gruppo di Kuvasz. Essi avevano nell’insieme delle belle teste. Alcuni soggetti erano però un po’ pesanti ciò che influenzava l’eleganza del movimento. Ho avuto un bel Ciarplaninatz, ma anche lui un po’ pesante.  Ho visto una bella piccola femmina di Puli Bianco e un Mudi molto tipico, malgrado un pelo non molto curato. Sono rimasto però molto deluso dai Pastori del Caucaso. Sarebbe veramente utile che gli allevatori andassero veramente a vedere che aspetto ha questa razza nel paese di origine e si mettessero a lavorare con i proprietari locali per migliorare l’aspetto generale dei soggetti francesi.”

 
     
     
 

 
 

 
 

 

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 
   
   

 

 

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